9 - Si celebrava la pasqua in Israele come ogni anno. Il ricordo della liberazione dall’Egitto e dal Faraone, operata da Dio per mano di Mosè, veniva ravvivato nel cuore del popolo.
In quella notte ormai lontana, l’Eterno aveva ordinato che in ogni casa di Israele venisse ucciso un agnello maschio senza difetto il cui sangue doveva esser sparso sugli stipiti e sull’architrave come segno affinchè il giudizio divino non si abbattesse su quella casa e l’angelo della morte passasse oltre.

L’agnello arrostito al fuoco, doveva essere il nutrimento per tutta la famiglia. Ma le cose scritte non sono altro che ombra dei futuri beni e non hanno la sostanza della realtà che doveva venire.

Così un giorno Giovanni Battista, additando a Gesù, disse: “ Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo” ed infatti il suo sangue è stato versato sulla croce affinchè i nostri cuori ne fossero aspersi e noi potessimo scampare il giusto giudizio di Dio sul nostro peccato avendo Egli pagato il prezzo della colpa dell'uomo per soddisfare l’eterna Giustizia. Quale meraviglioso piano di grazia! Quale perfetta armonia tra Amore infinito e Giustizia divina! Così Gesù in quel giorno disse ai suoi apostoli: “ Ho grandemente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi prima di soffrire”. Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane e lo benedisse, lo ruppe e lo diede ai discepoli e disse: “ Prendete, mangiate , questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di Me”. Poi prese il calice e rese grazie e lo diede loro dicendo: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del nuovo patto che è sparso per molti per il perdono dei peccati”. E forse i discepoli si ricordarono quando disse che Mosè dette da mangiare al popolo la manna nel deserto ma che lui era il vero pane che scende dal cielo e da vita al mondo.
Il corpo e il sangue dunque; il pane di vita e il nuovo patto nel Suo sangue. Dio ha stabilito un nuovo patto con l’uomo nel sangue di Gesù Cristo!

Egli fa ogni cosa nuova non imputando agli uomini i lor falli, ma chiamandoli a ravvedimento ai piedi della croce per essere purificati dal sangue dell'Agnello e aderire al suo patto eterno. "Questo è il patto che Io farò con loro" dice il Signore
“Io metterò le mie leggi nei loro cuori e le scriverò nelle loro menti”. Ciò vuol dire che, fatti partecipi della natura divina, vedremo cambiare i nostri desideri, i nostri pensieri, le nostre motivazioni, i nostri caratteri, le nostre passioni per esser resi conformi a quella nobile immagine di Colui che tanto ci ha amato da dare Se stesso per noi. Dio, sul monte ha provveduto!

Alla Chiesa la proclamazione del messaggio di grazia, predicando e praticando con la sua intera vita; a Lei il previlegio di celebrare questa Cena riunendosi intorno alla tavola del Signore con gli elementi del pane e del vino per ricordare e proclamare le sofferenze e la morte di Gesù Cristo finchè Egli ritornerà.

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